Parlano i professionisti della Cannabis – Intervista #1

In questa serie di interviste riportiamo le esperienze e le opinioni di chi della cannabis ne ha fatto una professione.

Growers, breeders, biologi, esperti di marketing, bud tenders, addetti alle vendite, ed altri esperti del settore, spiegano come hanno iniziato la loro carriera, le difficoltà che hanno incontrato e come si sono formati per arrivare dove sono.

Scopriamo cosa ne pensano della situazione attuale e futura del settore cannabico ed infine chiediamo qualche consiglio utile per chi vuole diventare un professionista della cannabis.

Intervista #1: Kushka

Per questa prima intervista abbiamo scelto una donna, una grande professionista del settore, che dalla sua passione per la pianta ha creato una brillante carriera.

Si fa chiamare Kushka, ha 37 anni e vive a Barcellona, dove è nata. Da qualche anno lavora con il team di Cali Terpenes come Responsabile dei Contenuti e della Traduzione del sito web.

Quando e come hai iniziato a lavorare nel settore?

Ho iniziato la mia carriera nel settore circa 12 anni fa quando collaboravo con alcuni Cannabis Club di Barcellona. Questo mi ha portato a scoprire di più sulla pianta ed accumulare conoscenze.

Sono giornalista di professione e qualche anno dopo, ho avuto l’opportunità di lavorare nel dipartimento di comunicazione di “Dinafem Seeds”, è stato allora che mi sono specializzata in comunicazione e marketing per le aziende dell’industria cannabica.

Hai trovato difficoltà ad entrare nel campo?

No, in realtà è stato un pò il “destino”.

Ho davvero combattuto per molti anni per potermi ritagliare un posto nel competitivo mondo dei media di comunicazione di massa, ero molto stanca delle condizioni precarie del giornalismo e della mancanza di opportunità di lavoro in Spagna.

Sono entrata nel settore della cannabis per caso e tutto è filato liscio, con molta facilità, esattamente l’opposto di quello che stavo vivendo, ecco perché mi son detta, perché no?

Quali sono le 3 cose che ti piacciono di più del tuo lavoro?

Libertà creativa, etica delle aziende per cui ho lavorato e stabilità del lavoro.

Come ti sei formata per arrivare a questo punto?

Mi sono laureata in giornalismo e tutto quello che so sulla cannabis l’ho imparato da sola oppure lavorando per aziende del settore.

Cosa significa per te lavorare come responsabile della comunicazione e dei contenuti?

Penso di avere una certa responsabilità nel fornire informazioni di qualità, sulla base di informazioni accertate. C’è molta disinformazione sulla cannabis, un problema che è dato dal contesto di illegalità storica, e che ha provocato due correnti di informazione che sono poco obiettive.

Da un lato, il proibizionismo è stato responsabile della stigmatizzazione e demonizzazione della cannabis offrendo una visione parziale della pianta e delle conseguenze del suo utilizzo.

D’altra parte, la cultura cannabica ha esagerato, a volte, presentandola come una sostanza completamente innocua che può curare tutto.

Penso che sia giunto il momento di guardare in faccia la cannabis, con informazioni reali che aiutino a ridurre i rischi e contribuiscano a spiegare i benefici e le proprietà di questa antica pianta.

Chi devi ringraziare?

Al grande team di professionisti di Cali Terpenes, con cui lavoro al giorno d’oggi, che hanno avuto fiducia in me, con cui continuo ad imparare ogni giorno e che mi fanno sentire parte di una grande famiglia.

Ma anche alle persone che mi hanno dato la mia prima opportunità nel settore in Dinafem, con cui ho lavorato per 5 anni (un periodo che ricordo con molto affetto), a cui devo gran parte della mia esperienza e formazione come esperta di comunicazione del settore cannabico.

Con loro ho imparato molto,  mi sono formata e specializzata nel settore ed ho potuto accumulare esperienza e conoscenza che mi hanno permesso di continuare con la mia carriera all’interno del settore.

Mi sento molto fortunata per l’ambiente di lavoro in cui ho lavorato e la qualità umana delle persone con cui mi sono imbattuta in questo percorso.

Secondo te, al momento qual’è la sfida più grande del settore?

La sfida più grande per le aziende del settore è recuperare il ritardo in termini di marketing, comunicazione e pubblicità per essere all’altezza del nuovo mercato legale in cui la concorrenza sarà agguerrita.

Stiamo per vedere molti cambiamenti a livello legislativo in vari paesi in Europa ed America Latina e questo cambierà completamente le regole del gioco.

Come vedi il settore europeo della cannabis tra 10 anni?

Il settore europeo è il nuovo “Blue Ocean” per le aziende del settore, tra dieci anni sarà a pari del mercato americano d’oggi, o anche di più.

Dove ti vedi tra 10 anni a livello professionale?

La verità è che è molto difficile per me andare così avanti nel tempo, negli ultimi anni se ho imparato qualcosa della mia carriera professionale è di aspettarsi l’inaspettato.

Che consiglio daresti a chi vuole entrare in questo settore?

Che mantenga i piedi per terra e non romanticizzi troppo l’idea di lavorare nel settore cannabico. Penso che per dedicarsi a questo settore, soprattutto, bisogna formarsi ed offrire professionalità.

Conclusioni

Ringraziamo Kuskha per averci dato la disponibilità per questa intervista e ti consigliamo di seguirla su Instagram (@_kushka) per tenerti aggiornato/a con i suoi interessantissimi post di notizie sul mondo della cannabis.

Questa è la prima di una serie di interviste ai professionisti del settore, rimani aggiornato/a per non perderti i loro consigli e le loro esperienze. A presto.

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